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Primo
giorno
La partenza é prevista per sabato mattina, fortunatamente
siamo assistiti dalle condizioni metereologiche, buone come per tutto il resto
del viaggio. Africa Twin in assetto da viaggio con bauletto + borsa serbatoio
che, assieme alla zavorrina, rendono la moto un po' difficile da condurre (il
peso é quasi quattrocento chili in assetto di marcia ed il baricentro appena
sotto il serbatoio...).
Salto a piè pari la prima parte del viaggio, puro trasferimento autostradale
fino a Firenze e sulla successiva superstrada FI-PI-LI. A Pontedera decido di
porre fine allo spiattellamento dei pneumatici ed imbocco la SS 439 verso
Volterra.
Fino a Capannoli il percorso si mantiene pianeggiante con ampi scorci sul
territorio circostante, poi la strada inizia a salire verso Volterra, che viene
raggiunta da nord-ovest con una strada molto curvosa da cui si ha la
possibilità di ammirare le caratteristiche balze.
Da Volterra proseguiamo per la SS 68 Volterrana, sempre piacevole e bella
scendendo verso il mar Tirreno.
Dopo Ponteginori non resisto ad allungare piacevolmente il percorso attraverso
la SP 18 per attraversare le colline dietro Bibbona e Cecina; la strada è molto
bella, peccato per le nuvole basse e la strada ancora bagnata da un recente
temporale. A Castagneto Carducci, dopo una curva, improvvisamente il cielo si
sgombra e riusciamo a vedere il mar Tirreno in una bella panoramica. Dopo la
foto di rito proseguiamo verso Marina di Bibbona, dove pernottiamo.
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Secondo
giorno
Alla mattina si parte verso l'Umbria.
A causa del ritardo sulla tabella di marcia ed a qualche problema fisico alla
schiena rinunciamo al percorso tutte curve verso Serrazzano e Larderello,
imbocchiamo la SS1 e a Follonica seguiamo la strada verso Siena, poco
entusiasmante fino a Massa Marittima, poi molto curvosa e panoramica nel tratto
fino a Monticiano, da cui facciamo una piccola deviazione verso San Galgano.
Si tratta di una vecchia chiesa parzialmente diroccata (mancano il tetto e molte
parti interne), collocata in una zona pianeggiante circondata dalle colline
senesi). Si narra sia stata eretta da San Galgano, un guerriero che, abbandonate
le armi (in una cappella vicina è conservata la spada infilata nella roccia
che, come leggenda vuole, il santo avrebbe lasciato come segno di abbandono
della vita militare).
Anche se parzialmente diroccata, la chiesa mantiene comunque un certo fascino, e
la visione dell'interno della chiesa, con il sole che illumina le navate ed il
cielo che inonda di luce la chiesa, è molto suggestiva.
Ripartiamo dopo un breve spuntino verso la destinazione finale, Città della
Pieve.
Da Monticiano in poi la strada si mantiene molto bella, in un continuo
saliscendi sulle colline; incrociamo la Siena-Grosseto, ma preferiamo goderci i
panorami di questi luoghi per cui entriamo in Val d'Orcia per la strada che,
passando per Casciano, Vescovado e Murlo, ci porta verso la SS 2 Cassia.
Il palato turistico e paesaggistico vengono ampiamente soddisfatti, con strade
panoramiche, pulite e con attraversamento di ampie zone pianeggianti, sferzate
(ahimè) da un forte vento.
Imbocchiamo la SS Cassia e, dopo aver ammirato il monte Amiata, deviamo per
Radicofani, bellissimo borgo arroccato sulla cima di una collina, e quindi per
Città della Pieve, altro borgo medievale adagiato sul fianco della collina che
merita una visita.
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Terzo
giorno
Dedichiamo il giorno successivo alla visita di S. Maria
degli Angeli ed Assisi, che non può non colpire per la forte aria di
spiritualità che pervade tutta la città, anche se l'aspetto del business
turistico si fa spesso notare più del dovuto. D'obbligo una visita alla
Cattedrale (superiore ed inferiore) di San Francesco, oltre ad una visita dei
borghi del paese.
Dopo un trasferimento in superstrada fino a Magione, dedichiamo il pomeriggio ad
un percorso panoramico attorno al lago Trasimeno fino a Castiglione del Lago.
Anche in questo caso la strada si fa apprezzare per la sua bellezza e per gli
scorci sul lago percorrendola ad una quota leggermente sopraelevata rispetto al
lago stesso.
Il giorno dopo, non paghi delle bellezze delle terre umbre, decidiamo di
effettuare un leggero sconfinamento nel Lazio, con obiettivo il lago di Bolsena.
Da Città della Pieve imbocchiamo ancora la strada per San Casciano dei Bagni,
qui giunti seguiamo per Treviniano e Acquapendente, che raggiungiamo attraverso
una strada che dopo Treviniano segue la costa delle colline, regalando stupendi
panorami sulle colline circostanti il lago di Bolsena. A Bolsena facciamo una
piccola sosta per ammirare la città vecchia, che ha mantenuto il sapore di
antico.
La tappa successiva è il paese di Civita di Bagnoregio.
Lo definiscono "il paese che muore" e vi assicuro che non si tratta di
un eufemismo. Il paese è arroccato sulla cima di una collina che lentamente si
sta sfaldando, facendo crollare i palazzi più esterni; del paese è ormai
rimasto solo il nucleo centrale, con la piazza principale, la chiesa e poche
case. Il paese è ovviamente abitato da pochissime persone, ed è raggiungibile
solo tramite una passerella.
Nel paese si respira un'aria quasi magica; con un po' di immaginazione,
eliminando qualche dettaglio moderno delle abitazioni, non è difficile
ritrovarsi trasportati nel Medioevo, ancora meglio se si gustano gli scorci dei
pochi stretti vicoli attorno alla piazza principale. Insomma, un luogo veramente
da visitare.
Da Civita di Bagnoregio scendiamo verso Orvieto, che pur meriterebbe una
visita (per il famoso Pozzo di San Patrizio e la bella cattedrale) ma che
tralasciamo per mancanza di tempo. Entro sera dobbiamo raggiungere Montepulciano
per trascorrere la notte.
Anche in questo caso, una visita al paese, ricco di attrattive turistiche ed
enogastronomiche, è d'obbligo.
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Quarto
giorno
Il giorno successivo, dopo un rapido trasferimento
autostradale fino ad Arezzo, ci dirigiamo verso Stia e Pratovecchio, dove
dopo aver sfiorato i luoghi delle Foreste Casentinesi valichiamo gli
Appennini per il passo della Calla, che presenta strade molto belle,
sporche e sconnesse solo per un breve tratto dopo il valico.
Dopo la ridiscesa fino a Forlì lungo la SP 67 attraverso Santa Sofia e
Civitella di Romagna, un territorio pianeggiante ci accompagna fino a
casa, che raggiungiamo dopo aver percorso complessivamente 1350 km. |