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Partiamo da Modena Sud (A1) e ci dirigiamo verso Sassuolo, facilmente
raggiungibile anche da Modena Nord con la superstrada per Fiorano/Maranello, proseguendo poi verso Castelnuovo ne'
Monti.
Fino a Ponte Secchia troviamo traffico, soprattutto dalle parti di Sassuolo, su
strade larghe, ben asfaltate e pianeggianti. A Ponte Secchia giriamo a destra in direzione di
Toano/Castelnuovo ne' Monti.
La strada comincia a salire sempre larga e ben asfaltata offrendo curvoni ben
raccordati, larga e senza apparenti pericoli.
Il traffico cala mentre saliamo nel verde e case e traffico si diradano.
Arrivando al centro abitato di Toano, cominciamo a veder svettare, sopra i colli
più bassi, la
Pietra di Bismantova,
ma non è oggi che la visiteremo anche se ci accompagnerà maestosa per qualche
chilometro.
Dopo Toano attraversiamo Gatta. La strada sale impercettibilmente con pochissimo
traffico. Procediamo sulla salita verso
Castelnuovo ne' Monti.
La Pietra di Bismantova proietta la sua imponente silhouette contro il cielo,
ma l’asfalto fino a Castelnuovo è un po’ rovinato.
Lasciamo alla nostra sinistra la Pietra di Bismantova e procediamo verso il
passo del Cerreto.
Dopo Castelnuovo ne' Monti saliamo quindi decisamente lungo la statale 63 che la
salita fa diventare più interessante e tecnica dal punto di vista
motociclistico, pur non offrendo un bell’asfalto. Arrivati al passo una piccola
deviazione a sinistra in direzione dei laghi porta con alcune curve al lago Pranda. La strada,
lunga un paio di chilometri male asfaltati e con dossi
rallentatori, conduce al laghetto. Si tratta di una pozza rotonda piuttosto
pittoresca in mezzo al bosco, ottima occasione per sgranchirsi le gambe con una
facile passeggiata di mezzora intorno al lago.
A saper ascoltare, questi boschi narrano di sinuosità tutte da scoprire. La
strada è veramente molto bella dal punto di vista della guida. Peccato per
l’asfalto bisognoso di manutenzione. A tratti anche il Cimone fa capolino da sopra gli alberi.
Dopo il passo del Cerreto, iniziamo la discesa verso la Liguria, entrando in Lunigiana.
Bella e molto
guidabile, la discesa termina a fianco del maestoso castello di
Fivizzano che si erge su una
roccia in mezzo alla valle. Il castello è aperto ai visitatori solo al venerdì.
Poco più avanti c’è il centro abitato dove si gira a sinistra verso Fosdinovo.
Inizia una salita di 18 chilometri fino al centro medievale di
Fosdinovo che
dall’esterno sembra piuttosto bello e ammalia con la sua suggestiva rocca
illuminata. La strada che sale fino ai 550 metri di altitudine del paese è molto curvosa,
degna dei migliori passi alpini.
Continuiamo in direzione di Castelnuovo Garfagnana girando attorno a Fosdinovo;
improvvisamente, dalla parte opposta del paese, ci troviamo ad ammirare la
Lunigiana sottostante da una posizione elevata.
Seguiamo le indicazioni per Ortonovo prima e poi Nicola. La strada sale ben asfaltata,
curvosa e stretta. Basta salire un po’ e tra gli alberi che costeggiano la
strada si intravede lo spettacolo della pianura del Magra sottostante. Entriamo una
valletta e ammiriamo il paese di Nicola in cima alla collina.
Salendo, migliora il panorama. Attraversiamo un oliveto e raggiungiamo
Nicola.
Si entra nel paese a piedi parcheggiando le moto nei posti all’ingresso del
paese. Nicola è interessantissimo nella sua immutata antichità. Ci si rende
conto, passeggiando nelle viuzze, sotto ai volti lastricati con pietre, nelle
case antiche di come ci si muoveva all’interno di un centro di questo genere.
Non è lussuoso, anche se la bella chiesa offre dei pregevoli bassorilievi
nell’abside.
Manca quel sapore di finto che rovina tanti altri posti restaurati in era
moderna.
Seguendo le indicazioni per Castelnuovo Garfagnana, raggiungiamo
Seravezza
finalmente fuori dal traffico. Si cominciano a vedere le cave di marmo. Restiamo
a destra del corso d’acqua seguendo per Castelnuovo Garfagnana distante 40Km. Passato Stazzema ci allontaniamo dai centri abitati e ci addentriamo nella natura. Il
tracciato stradale diventa molto bello e tortuoso senza tornanti, con un ottimo
asfalto. Si sale impercettibilmente. Ancora cave di marmo, una bellissima
galleria scavata in pietra non rifinita poco illuminata.
Procediamo attraverso boschi di castagni: attenzione ai ricci in mezzo alla
strada che possono essere causa di pericolosi scivoloni.
 La lunga galleria del Cipollaio ci evita di scavalcare una montagna e ci
deposita nella valle adiacente in discesa in una gola suggestiva. Ci sono le gru
in cave molto alte; se non sapessimo che sono di ferro, potremmo pensare che
siano volate a nidificare lassù per stare tranquille…
Scendiamo ancora dopo aver visitato una cava abbandonata prima della seconda
galleria. A Isola Santa ammiriamo i tetti lastricati di marmo del paese che
troviamo sulla nostra sinistra.
Dopo Castelnuovo Garfagnana, che attraversiamo seguendo le indicazioni per il
passo Radici/Modena, imbocchiamo la statale omonima. In ottobre bisogna fare di
nuovo attenzione ai ricci delle castagne che sporcano la strada.
I colori dell'autunno, quasi una pioggia di macchioline gialle, marroni, rosse, verdi
di varie tonalità, a volte più vive quando
colpite dal sole, a volte un po’ più malinconiche quando passiamo sotto le nubi
danzano sullo sfondo verde degli alberi o quello grigio della roccia ammaliando il motociclista che volteggia sulle curve di questo
incredibile tracciato.
Passiamo davanti a Casone di Profecchia e raggiungiamo il passo delle Radici che
non offre alcuna attrattiva; scendiamo poi verso Pievepelago. Giriamo poi a
sinistra in direzione di Modena seguendo la strada, bella ma male asfaltata,
ulteriormente rovinata da smanettoni spericolati. |