Perugia-Orvieto via monte Peglia

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Non sempre la strada più corta è la più veloce, ma quando il percorso è bello e divertente il tempo sembra trascorrere più rapidamente.

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In sintesi

Un breve ma divertente trasferimento fra le colline umbre

Altitudini

Ospedaletto, 712m

Lunghezza

69 Km

Tempo

1.5 ore

 



 A sud di Perugia, la E45 ci consente di uscire a San Martino. Ci troviamo in una zona densamente abitata e la prudenza è d'obbligo.

Seguiamo le indicazioni per Marsciano, che sembra essere il centro più importante sul nostro itinerario. Attraversiamo San Martino ed usciamo dal paese. Dopo tanti chilometri sulla E45, è piacevole raggiungere Marsciano su questa strada in mezzo alla campagna. Qualche pausa ai semafori (ma ce n'è proprio bisogno, in queste zone rurali?) ed oltrepassiamo Marsciano in direzione di San Venanzo.

La strada conduce il gioco in una zona collinare, ed essendo splendidamente asfaltata concede molto al divertimento. Anzi, direi che si tratta proprio di un orgasmo di curve in uno splendido paesaggio collinare. Peccato per gli insistenti limiti di 50Km/h che ci accompagnano fin oltre San Venanzo, quando la strada, concedendoci piena libertà di gestire la velocità, inizia da alzarsi. Qui la pavimentazione è un po' rovinata, ma il tracciato garantisce ancora un ottimo divertimento.

Stiamo salendo verso la cima del monte Peglia. Cambia la vegetazione: adesso cipressi, pini e abeti in pieno risveglio dopo i rigori dell'inverno arricchiscono il nostro viaggio con il loro profumo.

Sosta a OspedalettoGiunti a quello che sembra il punto più alto del tracciato, ci fermiamo a mangiare in un locale gestito da due simpatici personaggi anziani. Niente nouvelle cuisine, per fortuna, solo strepitosi cibi e bevande locali. Siamo in zona Ospedaletto, frazione di San Venanzo a 712 m sul livello del mare.

Rifocillati (non di sole curve vive il motociclista...) riprendiamo la strada tortuosa in mezzo al parco dei Sette Frati. Un tratto piano - adesso seguiamo le indicazioni per Orvieto - ci porta sotto le antenne della RAI e sulla sinistra notiamo un punto panoramico. Sosta obbligata: tre cartelli indicano il nome e l'altitudine delle cime che si vedono in lontananza, ancora innevate in questo inizio maggio 2009.

Riprendiamo la statale 317 che adesso scende visibilmente saltellando a destra e a sinistra del crinale. Dove la vegetazione lo consente, riusciamo a goderci lo spettacolo di questa Umbria e delle sue dolci colline.

Colonnetta di Prodo ci attende subito dopo l'incrocio che ci immette sulla strada che collega Todi a Orvieto. Giriamo a destra in direzione di Orvieto e sostiamo a Colonnetta di Prodo, minuscolo borgo dall'aria medievale.

Ripartiamo e, mentre sollecitiamo i fianchi delle gomme, ammiriamo in lontananza  la linea dell'orizzonte nella quale riconosciamo il profilo di Orvieto e del suo celeberrimo duomo.

Pochi chilometri ancora e raggiungiamo Orvieto Scalo e poi l'ingresso dell'autostrada A1 a Orvieto.

Home page Autore:Marco Springhetti - www.selectrom.com  in  in collaborazione con i gastronauti.

Data:
8 maggio 2009

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